Francesca e Agnese. Il film

Benvenuti sulla pagina del progetto denominato “Francesca e Agnese”, che si prefigge di realizzare un lungometraggio che esponga il dialogo sulle mafie secondo diversi codici comunicativi: “Vivere il personaggio” sarà un modo per raggiungere la parte più profonda della platea, rendendola testimone dei fatti, elaborati attraverso diverse ampiezze emotive .

Prefazione

Come suggerisce il titolo, si tratta di un lungometraggio cinematografico ispirato dalle figure della dottoressa Francesca Morvillo e della signora Agnese Piraino Borsellino. L’opera non pretende di avere alcuna esaustività biografica ma si concentra sugli anni che separano il fallito attentato all’Addaura, al giorno antecedente la tragica data del 23 maggio 1992. Per disegnare un ritratto inedito e lontano da ogni retorica di due donne, le cui vite sono state attraversate e fortemente condizionate dalla storia recente del nostro paese.

Note di regia

Il progetto nasce già alcuni anni fa, con la volontà di raccontare di donne vissute accanto uomini che hanno combattuto la mafia, come Francesca Morvillo e Agnese Borsellino, ma avrei potuto descrivere in egual modo Emanuela Setti Carraro, Laura Cassarà o le tante altre.

Perseguendo il mio interesse maggiore: la lotta alle mafie, leggo di una intervista al Dott. Paolo Borsellino in cui si evince che fra sua moglie e quella di Giovanni Falcone vi era una forte e intima amicizia, consolidata durante la residenza forzosa all’Asinara(1985). Due donne che hanno vissuto parte della loro vita fra piangere la morte cruenta di colleghi-amici-collaboratori dei propri mariti e la coscienza di poter essere loro stesse protagoniste di analogo epilogo.

Scelgo quindi un periodo: 21 giugno 1989 – 22 maggio 1992 stabilendo di non esporre direttamente i dialoghi dei personaggi ma, di raccontare precipuamente il rapporto attrice/personaggio evidenziando la graduale presa di coscienza delle attrici

Sinossi

Una storia d’amicizia e di resistenza all’ombra delle stragi di mafia.

E’ l’anno 2021, due attrici si ritrovano a scrutarsi davanti la porta del teatro. Il provino è fissato per le ore 17:58 in punto. 

Del film non si sa nulla se non il titolo: “Francesca e Agnese”

Scatta l’ora e il tempo non avrà più senso. 

Inizia un viaggio che le strapperà brutalmente dalla loro ordinarietà per catapultarle in un mondo così crudo e delicato da sembrare irreale. Costrette dalla storia ad immergersi nel profondo di ogni singola riga e a fare i conti con il proprio posto nel mondo rischiando di  abbandonare i personaggi.  Troveranno forza e rifugio nella coraggiosa consapevolezza che tacere non è permesso e non resta che raccontarsi.

Il crescendo emotivo delle interpreti sviluppato attraverso la narrazione dei fatti, dei luoghi e degli eventi, sarà il reale filo conduttore della narrazione da consegnare agli spettatori.

Il pensiero che va maturando è quello di avere dei personaggi destrutturati dalle storie che li coinvolgono. Le persone non “vivono” i luoghi ma li “assumono” come spazialità. Insomma, le attrici non vivono gli spazi ma si lasciano  avvolgere da essi.

Avremo, inoltre, l’introduzione di un personaggio terzo: “U Baruni”; un uomo che pur mostrando padronanza di linguaggio e di espressione vive ai margini del risiedere comune. Le sue considerazioni, riconducibili al linguaggio scenico di F. Scaldati, saranno il trait d’union fra il racconto scenico e la cronaca di quei giorni. Un sapiente e ricercato uso del colore contribuirà a esaltare l’intimità dei personaggi e i loro dialoghi. In allegato copia protetta da copyright della sceneggiatura

La sceneggiatura è consultabile al seguente link 

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