Cast Artistico

Non è stato particolarmente travagliato scegliere il cast a misura del copione, anzi. Si potrebbe dire che gli interpreti sono la naturale rappresentazione dei loro personaggi.

Gianfranco Quero, chi altri poteva essere U Baruni. Il suo garbato porgersi da uomo d’altri tempi ma, al contempo vigoroso nell’ interpretare le emozioni più forti, capace di esprimere anche sentimenti contrastanti senza mai abbandonare l’eleganza che gli è propria. Il suo fisico snello gli conferisce una evanescenza capace di appartenere più al pensiero che al materiale.

Melino Imparato e Nella Tirante, ambedue formatisi al teatro di Franco Scaldati, siciliani per vocazione, appartengono a quella categoria di attori capaci di comunicare con un semplice gesto la complessità espressiva dei personaggi interpretati. Saranno il Paolo e Agnese; naturalmente disposti.

Manuela Ventura, Flora e Francesca: il dubbio e la ragione. Nei suoi innumerevoli impegni cinematografici e teatrali, ha dato voce e corpo a personaggi diversi fra loro ma tutti di grande intensità emotiva e sociale. Sarà per lei naturale dare vita ai suoi due personaggi, volti diversi della stessa martoriata Palermo.

Salvo, ovvero Salvo Piparo. Scrivere i suoi dialoghi è stato intrigante a affascinante, tanto quanto lasciarsi trasportare nel mondo istrionico del “cuntu” siciliano, guardando le sue mirabolanti interpretazioni.

Letizia Battaglia rappresenta la voce muta dei vicoli, degli occhi che non hanno curiosità, seppur giovani. Letizia è insieme la storia e il presente, la voce e il vento. Poche battute sapranno riconsegnarci pensieri dimenticati o abbandonati dalla voglia di non voler sapere.

Sabrina Samperi, volto giovane ma di provate capacità, sarà la Letizia Battaglia ragazza fra i vicoli di Palermo. Ottima attrice e provetta fotografa non mancherà di farci rivivere i “viaggi” di Letizia nella sua Palermo

Un capitolo a parte va detto per “Giovanni”, ovvero Nuccio Anselmo. Nuccio, stimatissimo amico, con lui condivido spesso pagine di storia recente della nostra isola e non manco di apprezzare l’eleganza e la sensibilità che ripone nei personaggi che racconta, anche quando si parla di efferati mafiosi. La sua somiglianza fisica con il dott. Falcone è solo uno dei motivi che mi ha portato a “sceglierlo”

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