Sceneggiatura

Tempo attuale – Paese collinare di provincia Sicilia

Personaggi:

Nina –Moglie

Totuccio – Marito

Maricchia –Madre

Eleonora –Figlia

Zia –Una vecchia cugina

Rosario Parrucchiere

Peppino – Uomo al bar

Prologo

Esterno Giorno – Piazza del paese

Un auto parcheggia. Si apre lo sportello

l’uomo sta per scendere quando ode la suoneria di un telefonino. Si spegne la musica proveniente dall’autoradio

Estrae un cellulare, non è quello che squilla.  Cerca un secondo telefono, risponde:

Totuccio:

(calmo. Intercala parole in italiano e dialetto siciliano )

Pronto. (nelle pause ascolta le parole dell’interlocutore, non udibili) ah c’è bisognu i mia? (pausa) e quannu? (pausa) ah sabato. (pausa) va bbo’, saluta l’amici.

Scena I

Esterno – Giorno – Piazza del paese

Gente esce dalla Chiesa.

Papà, mamma e ragazza sono già usciti e precedendo gli altri si dirigono verso il bar in piazza.

occupano un tavolo all’esterno del bar.

Scena II

Esterno – Giorno Stradina di paese

La ragazza, zaino sulle spalle, cammina verso casa.

Tre bambine stanno disegnando sulla strada il gioco della “campana”

La ragazza saltella fra le caselle.

Entra in casa

Scena III

Interno – Giorno – Ingresso casa

Angolo della casa dedicato all’ostensione delle immagini dei parenti defunti.

La nonna completa il suo rito quotidiano sul larario. Pone la tovaglietta ricamata e su di essa sistema le foto e il lumino.

Scena IV

Interno giorno Cucina/soggiorno

La donna è seduta al tavolo della cucina/soggiorno, la suocera le porge il caffè.

Sopraggiunge il marito abbraccia la donna dalle spalle e si siede al tavolo. Entrambi sembrano allegri

Rientra in campo la donna anziana, la madre dell’uomo, porgendo anche a lui una tazzina di caffè

L’uomo lo prende “rubando” un biscottino alla madre.

Entra in scena la ragazza, spensierata. Indossa lo zaino.

Prende una merendina dal tavolo.

Saluta con un bacio la mamma, la nonna e si avvicina per salutare il padre.

Scena V

Il padre si alza per abbracciarla.

Totuccio

(in tono scherzoso ma velato di malinconia)

“Vieni qua, ti stà facennu ranni… ti vajiu pirdennu”.

L’abbraccio si protrae a lungo e pone la ragazza in evidente imbarazzo.

Scena VI

Esterno – Giorno – Patio antistante l’ingresso casa

Uscendo da casa la Eleonora volge lo sguardo indietro verso il patio, dove il padre e la madre bevono insieme il caffè con un aria di grande complicità.

Dopo aver percorso pochi metri si rivolge nuovamente verso loro ma è presente solo la madre, assorta appoggiata a una colonna, sguardo basso.

Scena VII

Esterno – giorno – Giardino di casa

Maricchia è in giardino con i cani.

Nina si affaccia sull’uscio.

Arriva la ”zia”. Ha in mano un voluminoso sacchetto da spesa

Nina

“ciao zia”

La ragazza sopraggiunge, si insinua fra la zia e la madre e entra in casa

Eleonora

“ciao zia”

scena VIII

Interno – Giorno cucina/soggiorno

La zia svuota il sacchetto con la verdura selvatica sul tavolo, le tre donne si dispongono attorno al grande tavolo e si accingono al rito del “pulire” la verdura

La ragazza attraversa la cucina.

Scena VIX

Interno Giorno – Corridoio di casa

La ragazza percorre il corridoio buio, attratta dalla luce proveniente dalla porta della stanza di fronte

Si ferma fuori dalla porta e sbircia dalla fessura, vede la mamma seduta sul lettino

La donna osserva le tante foto distribuite sul letto

Scena X

Interno giorno  Cucina /soggiorno

Le donne parlano mentre “puliscono” la verdura, il figlio della zia entra in campo con in mano due tartarughe che posizionerà fra le altre, secondo un “suo” ordine

Zia

(con fare insinuante)

Va bene, va bene tutto, ma a tto’ figghiu (pausa) da quanto non lo vedi? Sono tre, quattro giorni

Maricchia

(risoluta)

lassulu sciatari, a mme figghiu.

Nina

Sciatari… l’ultima volta cu vitti erano i tri da notte… tta stanza o lettu, si stava vistennu. “ Si fa tardi” – mi rissi

Zia

Se ti ha detto chi si faceva tardi,

si faceva tardi! (con tono quasi canzonatorio)

C’avi i sò motivi.

Nina

buoni motivi che cosa? (contrariata)

Ormai sta sempre fora e sempre più cchiù assài. L’ultima volta se n’è spuntato a casa con due telefoni… ti ricordi?(rivolta alla suocera)

Zia

 Non ti vuole fare preoccupare…  cose di masculi sunnu.

Nina

(a bassa voce)

Si si, cose ri masculi… meglio avvissi a statu s’avìa nautra fimmina… a stu puntu (con sopportazione)

la ragazza attraversa la cucina per uscire, è altèra e non saluta nessuno

In tutta questa scena il figlio della “zia” si muove nella stanza toccando i soprammobili, spostandoli secondo un suo ordine, ottenendo l’effetto di far distrarre e innervosire chi l’osserva (Nina)

Scena XI

Interno – notte Camera da letto

La coppia è a letto ma nessuno dei due dorme

la sveglia a led rossi segna le due e 55.

La donna si alza dal letto, è sola

Vaga per la stanza, tormentata.

Cerca conforto nei grandi specchi presenti.

Scena XI bis

Interno Notte – Casa colonica

Il marito è in una piccola stanza – rifugio ove c’è un letto di bisogno.

Anch’egli mostra angoscia, si muove nella stanza senza apparente motivo.

Le due scene si sovrappongono.

Scena XII

Interno – giorno – Casa

La ragazza rientra da scuola

la nonna apparecchia la tavola

la mamma è ai fornelli.

ELEONORA che rientra da scuola, si sfila lo zainetto e la giacca e aiuta MARICCHIA ad apparecchiare la tavola.

Le tre donne siedono a tavola

Totuccio entra in scena mentre si asciuga le mani con una tovaglietta da cucina

Eleonora

Ciao Papà (Con calore)

TOTUCCIO

Ciao gioia mia!

Buongiorno a tutti, putemu manciari ora

Pranzano, parlando fra loro con grande partecipazione. La nonna esibisce un foulard colorato

Maricchia sparecchia.

I piatti dell’uomo sono intonsi

la nonna non ha più il foulard.

Scena XIII

Interno notte – Cucina soggiorno Tavolo da pranzo

Eleonora studia

Nina

Chissà cosa si dice “fuori”. Dovremmo sapere

Eleonora

Cosa vuoi sapere, da chi? Tu dovresti saperlo, tu.

Picchì u papà u’n torna?

La nonna si allontana.(Impallando la scena)

Nina

Ponendosi alle spalle della ragazza

Chiddu ca sta succidennu ‘unnè cosa di famigghia,

jiè cchiù ranni, assai

Lungo silenzio.

Nina

Sovrastandola fisicamente

Tu ll’ha capiri… tu.

Tu ca si sempri fora, cerca di capiri!

Scena XIV

Interno – giorno – Salone di parrucchiere

Nel negozio ci sono varie clienti e lavoranti.

NINA entra dal parrucchiere.

Nina

Buongiorno Saro

Le viene incontro Il titolare e la accoglie con fare esageratamente ossequioso.

Saro

Ohh signora Nina bella! Come va, come va?

Nina

Come ai vecchi

Saro

Ma quali vecchi che sta una bellezza!  Si accomodi, si accomodi che siamo a disposizione. Mi faccia finire un momento e la faccio accomodare qua. (si rivolge alla lavorante) Concettina, tesoro, porta qualcosa da bere alla signora, vidi n’zzocchi disiddera”.

Scena XV

Interno – Giorno – salone del parrucchiere

Nina infastidita dall’eccessiva disponibilità del parrucchiere si isola dandogli le spalle.

Resta sull’uscio del negozio

Scena XVI

Nina guarda verso la piazza, rielabora un episodio accorso la domenica precedente

Ultimo tratto della passeggiata all’uscita di chiesa; l’arrivo al tavolino. (scena I)

Peppino, un coetaneo del marito che al momento stava giocando a carte al tavolo adiacente, all’arrivo della famiglia si alza di scatto e porge la terza sedia, che mancava.

Peppino

Facemu ssittari a picciridda.

‘Nggegniere buongiorno, comu siti? 

Totuccio

Geometra Peppino, geometra.   Quanti voti tti l’hai a ddiri”.

Scena XVII

Esterno Giorno – Piazza del paese

La donna attraversa la piazza lentamente verso la strada.

Il pullman passa attraverso il campo e sottrae la donna alla vista. Dopo, la donna non è più in campo

Scena XVIII

Esterno – Giorno – Centro città

Nina Scende dal pullman

Seduta al tavolo di un bar vede il marito uscire dal portone della ditta dove presumibilmente lavora

Totuccio si allontana percorrendo il marciapiede

Lei e il marito escono da un negozio con in mano buste da shopping.

Passano davanti al bar.

La donna è seduta al tavolino, da sola.

Scena XIX

Interno – notte – Cucina

ELEONORA ha finito di studiare e ripone i libri.

si rivolge all’angolo apparecchiato per la “sua” cena

Nina è nella stanza, legge.

Maricchia rassetta in cucina

Eleonora

U papà non torna, mancu stasira?

Nina

No u’n torna

Eleonora

Picchì?

Nina

Picchì? Nnò sacciu! Vorrei sapere…

Vurria capìri

Maricchia

(con tono dimesso, quasi scusandosi)

Iddu fa  sacrifici, ppi vuautri,

ppa famigglia…

Nina

Non lo difendere sempre

Maricchia

E’ ttò maritu

Nina

NO… è ttò figghiu

Maricchia

(voce dimessa)

Certu, è me figgiu

La ragazza ritira i libri dal tavolo e prepara lo zaino.

La madre fruga nell’armadio

Scena XX

Interno – notte – camera da letto

Nina è a letto

Totuccio in piedi dal suo lato, si prepara per la notte.

Lei apparentemente legge un libro, dentro il quale custodisce il “pizzino”, piccolo, mal strappato, su cui è scritto: “Completiamo sabato

Nina

(con tono malizioso)

Che fai sabato mi accompagni?

Totuccio

No, non è possibile, sabato abbiamo un sopralluogo

Nina

Che fai lavori… sabato? Pure di sabato! E da quando lavori di sabato? (con tono provocatorio)

Totuccio

Picchi è a prima vota? (alzando il tono) Quante volte ho lavorato di sabato! (stizzito)

Nina

Se è per questo… pure di notte

Lui si corica dandole le spalle

Scena XXI

Esterno Giorno

La ragazza al bar con l’amica.

Eleonora passeggia con la sua amica Annalisa, si ferma a parlare con due donne, le quali rispondono con aria compassionevole, fermo poi ridere di lei appena si allontana.

Scena XXII

Interno giorno – Salone di casa

Nina è intenta a spolverare con fare maniacale le sue tartarughe.

La nonna resta seduta sulla sua poltrona vestita completamente in nero, anche al collo porta un foulard nero, ha in mano un lavoro a maglia che deposita sulle gambe.

La ragazza si muove impacciata, prova a leggere un libro che abbandona dopo qualche istante.

Esce in giardino a cercare conforto nel cane.

Nina parla a voce alta con l’intento di farsi sentire:

“su ottu jiorna ormai.  Ottu jiorna ca ‘un torna.

Oggi parru cchi carabbineri”.

La sua voce non ha tono, si sente sconfitta

Scena XXIII

Interno Giorno – Spazio giorno della casa

La nonna è seduta sulla poltrona, ascolta il telegiornale da una emittente locale.

All’attacco del giornalista si catalizza l’attenzione della nonna e della ragazza che si pone al suo fianco, all’impiedi.

Nina si sposta in camera da letto. E’ affacciata alla finestra, questo le permette comunque di ascoltare le voci provenienti dall’altra stanza.

Voce del giornalista in TV:

I Carabinieri della locale stazione, durante una operazione antimafia condotta nella periferia della città di Sant’Angelo in Valle, hanno rinvenuto all’interno di una ex caserma abbandonata il corpo di un uomo rispondente alle depositate descrizioni di Salvatore Serraò. Il Serraò, irreperibile da settimane, risultava indagato dagli inquirenti in seguito all’operazione denominata “cemento amico 2” Il magistrato ha disposto l’autopsia, anche se appare evidente che sia stato attinto da più colpi di arma da fuoco”.

La notizia viene vissuta dalla ragazza e dalla nonna in maniera impassibile, quasi impersonale.     La prima statuariamente in piedi, l’altra seduta sulla poltrona.

Scena XXIV

Nina è affacciata alla finestra della camera matrimoniale, ascolta la flebile voce proveniente dal televisore per essere subito dopo sopraffatta da una anomala luce del sole al tramonto che, violentemente la fagociterà.

Sulla luce si introduce la musica melanconica ma decisa di una fisarmonica.

Epilogo

Gradualmente la luce si attenua restando comunque alta, lasciando intravedere la figura di una ragazza che suona la fisarmonica mentre percorre le vie del paese.

Prodotto originale e inedito

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